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L'Italia non attiva il 112 unico, ora la multa dopo la condanna. |
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venerdì 05 giugno 2009 |
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Nonostante la condanna ricevuta dalla Corte di Giustizia
Europea, l'Italia continua a non dimostrare la volontà di
attivare il numero unico di emergenza Europeo in tempi rapidi.
La Commissaria Europea Viviane Reding non accetta più le
promesse e vuole vedere risultati concreti, altrimenti minaccia
per iscritto al Governo Italiano di ricorrere nuovamente alla
Corte di Giustizia Europea, questa volta per infliggere al
nostro stato una severa multa (si ipotizzano centinaia di
migliaia di Euro di sanzione).
Ripercorriamo brevemente ciò che sta avvenendo in Italia. Dopo
l'attivazione di Salerno quale provincia che per prima effettua
uno smistamento paritetico tra le centrali dei Carabinieri e
della Polizia di Stato, nell'impossibilità però di trasmettere
alle centrali operative del Soccorso Sanitario e dei Vigili del
Fuoco le coordinate di localizzazione (manca l'intera
infrastruttura tecnologica per farlo), è comunque arrivata la
condanna da parte della corte di Giustizia Europea per le
inadempienze rispetto alla normativa Europea sulle
telecomunicazioni che tra l'altro, nella prossima stesura
prevederà parametri ancor più severi per la realizzazione di
quanto è attinente al numero di emergenza unico Europeo.
L'impossibilità da parte dei servizi di emergenza di poter
localizzare chi chiama il 112, o gli altri servizi di emergenza,
è la prima delle inadempienze rilevate all'Italia, una seconda
riguarda l'organizzazione dei servizi di emergenza.
Il Ministro degli Interni Maroni ha annunciato a metà Marzo a
Venezia che la sperimentazione sul 112 avverrà in Veneto,
inserendo l'argomento all'interno del protocollo sicurezza
sottoscritto con il Governatore della Regione, ma le tempistiche
non sembrano essere gradite alla Commissione Europea. Maroni
nelle sue dichiarazioni apparse sulla stampa parla infatti di
almeno 3 anni per questo progetto pilota, da estendere poi
successivamente al resto d'Italia.
Il SIS 118 invece dal canto suo avverte la sua contrarietà a
prevedere nuove sperimentazioni del 112 unico sul modello
istituito a Salerno, dove il 118 oggi riceve le chiamate
trasferitegli dalle centrali di Polizia di Stato e Carabinieri
attraverso un telefono punto punto al di fuori dei sistemi
informatici e telefonici di centrale (senza neppure la
possibilità di registrazione della chiamata, nè di ricezione del
numero del chiamante, il cosiddetto "CLI").
A dipanare la matassa viene chiamata la struttura della
Protezione Civile Nazionale che dipendendo dalla Presidenza del
Consiglio dei Ministri ed essendo radicata nelle regioni, si
dovrà far carico di coordinare tutti gli enti che partecipano al
progetto, istituendo riunioni apposite.
Al momento sono allo studio diverse ipotesi, in estrema sintesi
ci sono due possibilità, una è sostanzialmente una rivisitazione
del modello di Salerno, con un maggiore coinvolgimento del
Soccorso Sanitario e Tecnico, ma che mantiene una concentrazione
delle chiamate di emergenza nelle centrali di Polizia di Stato e
Carabinieri, assurgendole a centrali di primo livello.
Una seconda ipotesi prevede invece la realizzazione di Centrali
di primo livello con personale misto che proviene dalle attuali
centrali operative di emergenza.
Entrambe le soluzioni necessitano di ingenti investimenti per
rinnovare e riorganizzare le centrali operative (con lo spettro
di sanzioni che aggraverebbero la situazione), è necessario
quindi uno sforzo straordinario che deve prescindere da
interessi di parte e portare a soluzioni che prendono spunto
dalle best practice che già esistono nel campo dell'emergenza,
specie quella sanitaria che riceve il maggior numero di chiamate
di soccorso.
Inoltre va tenuto conto che il testo del decreto Gentiloni,
appariva già alla sua pubblicazione sottodimensionato rispetto
alle effettive esigenze che si avrebbero nel caso di attuazione
su scala nazionale (ci riferiamo ai parametri di localizzazione
stabiliti con gli operatori).
Intanto l'Italia si avvia a una nuova stagione estiva senza il
112 unico funzionante, privo di multilinguismo oltre che della
localizzazione del chiamante.
eena.it
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 05 giugno 2009 )
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