| Dopo la condanna il Governo cerca di capire come far partire il 112, intanto pagheremo il ritardo. |
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| giovedì 26 marzo 2009 | |
Paradossalmente l'Italia si troverà nelle prossime settimane
ancora priva di un solo numero per tutte le emergenze e con
difficoltà a reperire le risorse necessarie ad implementarlo su
tutto il territorio nazionale, ma si vedrà costretta a pagare
una salata multa che verrà presto stabilita in sede Europea (un
"tot" fino a completa attivazione, si ipotizzano diverse
centinaia di migliaia di euro al giorno).Cerchiamo di ricostruire quello che sta accadendo in questi giorni, dopo una fase di stasi, sembrano riattivarsi tutte le componenti, il Ministro Maroni a Venezia, incontrando il Governatore del Veneto ha dichiarato: "E' un progetto che partirà dal Veneto. L'Italia è da tempo nel mirino della Commissione europea che ha avviato una procedura di infrazione perché la Commissione chiede, come si fa in tutti i Paesi europei, di aver un solo numero per le emergenze, mentre in Italia ce ne sono addirittura quattro" (il Ministro dimentica che anche il 114 è un numero di emergenza, dedicato ai bambini e alle loro problematiche). Perché dal Veneto è un quesito che lasciamo aperto e a cui non sappiamo dare risposta, il Veneto è sicuramente una regione sensibile ai temi della sicurezza e dell'emergenza, con un afflusso di turisti imponente (sia a Venezia e Verona, sia sulle aree di montagna), dove peraltro avevamo già segnalato episodi di non corretta gestione delle chiamate al 112. E' però auspicabile che la sperimentazione venga avviata simultaneamente in più di una regione, permettendo la creazione di un modello esportabile poi in tutta Italia. Ma Maroni non è l'unico ad avere titolo di parlare di 112, sembrerebbe infatti che nell'ultimo mese il progetto del NUE 112 sia stato affidato al Dipartimento di Protezione Civile, anche per l'autonomia che questo ha dipendendo direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri viste le difficoltà incontrate nella gestione tra i diversi ministeri competenti (Interno, Difesa, Salute, Sviluppo Economico-Comunicazioni). Presso il DPC si è tenuta anche una riunione plenaria per cercare di dipanare la matassa di quanto sia necessario fare, ma non è ancora ufficializzato chi seguirà la questione, infatti l'impegno del prossimo Luglio per il G8 catalizza tutte le attenzioni del team di Bertolaso, col rischio che l'importanza del progetto del NUE 112 venga sottovalutata. La cosa che più fa sorridere è la modalità di attivazione del 112, infatti il DPC sembrerebbe orientato a seguire quanto già attuato a Salerno, di fatto nulla a che vedere col 112 che funziona negli altri paesi d'Europa (Svezia, Spagna, Olanda...), basandosi su quanto previsto nell'inattuato decreto Gentiloni di un anno fa. Il 112 italiano di Salerno consiste in un semplice smistatore di chiamate al 50% tra centrale operativa dei Carabinieri e della Polizia di Stato implementato da Telecom Italia, con aperta la possibilità di implementazione della localizzazione del chiamante, sembra che sebbene gli operatori di telefonia mobile e fissa abbiano già messo a disposizione le informazioni di localizzazione delle chiamate, tutt'ora le centrali operative di Salerno non possano visualizzare in tempo reale tali informazioni (quindi è come non averle), di conseguenza inoltre se un utente chiama il 112 a Salerno per segnalare un incidente e risponde la Polizia di Stato, poi effettua una seconda chiamata perché nel frattempo si è accorto che uno degli occupanti del veicolo incidentato ha bisogno di un'ambulanza, si potrebbe sentire rispondere dai Carabinieri che sono all'oscuro di quanto già segnalato alla Polizia di Stato. Il Soccorso Sanitario (118) e quello Tecnico dei Vigili del Fuoco, oggi a Salerno ricevono le chiamate su un semplice telefono fisso, senza possibilità di ricevere le informazioni relative all'ubicazione del chiamante, ma tantomeno possono essere registrate e riascoltate le conversazioni con gli utenti, né è visibile il CLI (identificativo telefonico del chiamante), un passo indietro agli anni ottanta quando il 113 inoltrava semplicemente le chiamate a tutti gli altri enti sulle normali linee telefoniche. Questa modalità di implementazione mette in secondo piano, per non dire peggio che emargina di fatto, il soccorso sanitario e quello tecnico dei Vigili del Fuoco che assieme ricevono ben oltre il 60% delle chiamate di emergenza. Forse è bene cominciare a pensare che, se non cambiano le cose, l'addio alla numerazione 118 potrebbe avere conseguenze anche sull'efficienza ed efficacia stessa del soccorso sanitario e stesso dicasi per il 115 dei Vigili del Fuoco. Senza parlare qui del Corpo Forestale dello Stato, della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza e del CNSAS, completamente ignorati nel decreto 2008. E' necessario un passo avanti rispetto all'idea riduttiva del 112 implementato parzialmente Salerno, verso un modello ben più strutturato e capace di dare risposte immediate per tutte le componenti dell'emergenza e non solo per quelle di sicurezza pubblica. Un modello integrato che permetta un reale avvicinamento tra Polizia di Stato e Carabinieri, ma anche con il Soccorso Sanitario e con i Vigili del Fuoco e le altre componenti minori. Attendiamo i prossimi sviluppi di questa interminabile vicenda, ringraziamo la stampa e le associazioni dei cittadini, per il risalto che potranno dargli, visto che i cittadini continuano a non essere informati dalle autorità sull'esistenza del 112 unico in Europa. |
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 26 marzo 2009 ) |
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Paradossalmente l'Italia si troverà nelle prossime settimane
ancora priva di un solo numero per tutte le emergenze e con
difficoltà a reperire le risorse necessarie ad implementarlo su
tutto il territorio nazionale, ma si vedrà costretta a pagare
una salata multa che verrà presto stabilita in sede Europea (un
"tot" fino a completa attivazione, si ipotizzano diverse
centinaia di migliaia di euro al giorno).